
RACCONTI
Ho sempre sentito, come credo la maggior parte di tutti voi, parlare dell'Africa con aria sognante. Ho sentito parlare della sua natura selvaggia, della povertà dei suoi popoli, dell' imponente maestosità dei suoi paesaggi e delle sue creature.E come avrebbe potuto un amante della natura come me resistere ancora al suo richiamo?Come non immergersi in lei nel viaggio più importante della vita, ovvero il viaggio di nozze?Germana, ora mia moglie, rinunciando magari ad una vacanza più agevole e rilassante a lei più consona, ha voluto accontentarmi (e di questo la ringrazierò sempre) e realizzare così uno dei sogni della mia vita, ovvero quello di fare un safari in Africa. Nel cuore dell' Africa: il Kenya.
Abbiamo soggiornato per quindici giorni al villaggio del Ventaglio "Temple Point", nei pressi di Watamu, dove davvero ci siamo trovati come meglio non avremmo potuto: il personale locale è stato sempre cordialissimo (i Jambo a noi indirizzati da parte di tutti loro si sono sprecati ad ogni incontro o minima occasione), lo staff di animazione, composto solo da sette persone e quindi estremamente "casalingo ed umano", è stato eccezionale, e il separarsi da loro (Fede, Giorgio e Nico in particolare, ma anche da Matteo, Chicca, Calamaro e Maura) è stato decisamente doloroso.Ma si sa, l' amicizia, se merita ed è autentica, non teme né il tempo né lo spazio, quindi tutte le porte sono ancora aperte ad ogni evenienza.Fuori dal villaggio poi, che in Kenya in effetti serve solo come "campo base" per il turista fra un' escursione e l' altra (stare chiusi nel villaggio per tutta la durata del soggiorno sarebbe un delitto), ci siamo tuffati nella vera Africa, quella autentica, quella non mascherata dalle strutture occidentali.
E allora, grazie anche e soprattutto a Donatella e suo marito John (tanti di voi li conosceranno), abbiamo visto come si vive a Malindi, come si corre a riaprire la bottega per l' arrivo di un turista tentando di vendergli qualche Euro di merce, come si cammina ai bordi della strada nel buio profondo della notte (già alle 18.30 calano le tenebre), come si passa il sabato sera in un tipico locale ballando e mangiando (possibilmente solo con le mani, dopo che il cameriere è passato a lavarle con una brocca d' acqua e un catino).Grazie a ciò che abbiamo visto, adesso sappiamo cosa è la vera miseria, cosa vuol dire dover chiedere in regalo al turista la penna e lo zaino per la scuola, le ciabatte, le maglie e i pantaloni. Sappiamo cosa vuol dire dover lavorare o arrangiarsi in qualche modo non per cambiare l' auto o la televisione, ma per poter mangiare. Sappiamo cosa vuol dire essere vecchi e non avere nemmeno cinquant'anni.
Ma, nonostante tutto questo, abbiamo visto centinaia di bambini correre incontro alla nostra auto di passaggio nel loro villaggio per salutarci; abbiamo visto tanta gente sorridere, tanta gente ballare, tanta gente cantare. Allora è vero che si può essere felici pur non avendo niente. Il cuore non dipende dai soldi o dal potere. Respirare, vivere; questo può bastare per essere felici? Forse anche noi un giorno ne saremo capaci.Abbiamo provato (con un mio personale certo imbarazzo) cosa vuol dire mangiare in abbondanza a bordo di una barca, mentre tutt' intorno la marea sale e i ragazzi che ci circondano ci guardano e ballano e cantano per noi, in attesa di qualche nostro avanzo o nella speranza di riuscire a venderci un ultimo souvenir, per poi tornare a nuoto alla spiaggia da dove sono venuti, dato che il livello dell' acqua è salito a tal punto da non permettere più di rientrare camminando.
Io personalmente ho provato cosa vuol dire rifiutare di comprare qualcosa dai ragazzi della spiaggia, per poi essere invitato subito dopo da loro stessi a giocare a calcio con loro trattandomi come l' ospite d' onore.Il safari poi, chi non lo ha vissuto non può capire...l' infinito , il silenzio, la pace, la vita. Siamo stati per tre giorni e due notti nello Tsavo Est, dall' alba al tramonto nella savana sconfinata seduti sul tetto di una jeep, percorrendo chilometri e chilometri fra paesaggi mutevoli e animali liberi, autentici. Abbiamo visto all' imbrunire elefanti solitari al centro di pianure senza fine, e allora abbiamo capito cosa è la vera libertà, cosa vuol dire trascorrere un' intera vita senza obblighi di tempo e spazio. Abbiamo visto leoni girare intorno alla nostra jeep ed emettere ruggiti di una profondità spaventosa. Siamo transitati veloci vicino a gazzelle e antilopi di tutti i tipi, restituite immediatamente al loro mondo per l' eternità dopo averci degnati di uno sguardo neppure incuriosito.
Avere il vento in faccia circondati dalla natura più selvaggia e incontaminata: una sensazione che difficilmente avremo la fortuna di provare nuovamente.Per non parlare delle sensazioni forti che riesce a trasmettere il dormire in tenda all' interno della savana, senza recinzioni né protezioni di alcun tipo. Provate a immaginare cosa vuol dire trovarsi al buio in una tenda e sentire un elefante che beato procede nelle sue attività notturne appena al di la del telo, o sentire rumori di ogni tipo amplificati all' ennesima potenza appena si prova a spegnere la luce.So che quanto ho scritto è tutt' altro che esaustivo, posso comunque dirvi che se ognuno al mondo avesse la possibilità di fare uno e un solo viaggio nella sua vita, io consiglierei senza dubbio a chiunque di andare in Kenya e vivere tutto quello che abbiamo vissuto noi, e allora davvero non si potrà desiderare altro se non quello che è già stato.
L' Africa è la vita, quella vera. La savana è ciò che sarebbe il mondo senza ausili tecnologici.L' Africa vi resterà nel cuore, e l' unico modo per ripagarla almeno in parte di ciò che saprà darvi, sarà quello di parlare nel miglior modo possibile di essa e di tutto ciò che racchiude ogni volta che ne avrete la possibilità.Il sole della savana continuerà a scaldarvi il cuore anche quando sarete tornati fra le scure quattro mura del vostro ufficio.Luca Sai cosa è successo oggi?
Nakupenda Kenya
Finalmente dopo tanto cercare, sono riuscita a trovare un'offerta davvero vantaggiosa e ho coronato il mio sogno di tornare in Kenya, stavolta all'Angel's bay di Mambrui, a nord di Malindi. Siamo partiti in quattro, io, mio marito e i miei figli di 13 e 15 anni, da Bologna, abbiamo volato con la Neos e siamo arrivati a Mombasa dopo un volo tranquillo alle ore 6 del 7 gennaio 2007. Questa volta l'impatto non è stato traumatico, come la prima volta, sapevo già cosa trovavo e la frenesia di rivedere i miei vecchi amici, conosciuti l'anno prima a Watamu era veramente tanta. Per percorrere 120 km, la distanza tra Mombasa e Mambrui abbiamo impiegato più di tre ore, vista la situazione drammatica delle strade del Kenya, infatti, non si può dire che siano dissestate, ci sono delle vere e proprie voragini e gli autisti sono davvero abili e zigzagando cercano di evitare le buche più profonde, ma, chissà se il governo del Presidente Mwai Kibaki, penserà di utilizzare le tasse di ingresso dei turisti per sistemare la viabilità del paese? L'Angel's bay di Mambrui, gestito dalla Reliance, è un bel complesso, pulito e ordinato: le camere sono spaziose, anche se un po' spartane, la cucina è buona, forse non c'è troppa scelta, ma il pesce è ottimo e la frutta qualcosa di indimenticabile, al solo pensarci, mi viene ancora l'acquolina in bocca.
La caratteristica dell'Angel's bay è quella di affacciarsi su una spiaggia meravigliosa, lunghissima e quasi deserta, cosparsa di pagliuzze d'oro portate dal fiume Sakaki che sfocia lì vicino, ci si può arrivare anche a piedi e si possono vedere gli ippopotami che vivono lì e sguazzano nell'acqua, vicino alla foce del fiume. Noi abbiamo noleggiato due quads e ci siamo divertiti come matti a sfrecciare sulla spiaggia deserta, ad ammirare le dune di sabbia, a fare alzare in volo stormi di gabbiani, a rotolarci nella sabbia della famosissima "Spiaggia dorata" , dove veramente si ha l'impressione di camminare sull'oro e di fare il bagno nella "porporina" che usano i bambini per fare i lavoretti natalizi! Il mare a Mambrui è sempre un po' mosso, perché non c'è la barriera corallina e perché è una zona molto ventosa, lì vicino c'è la spiaggia di Che Shale, unico posto della costa keniota dove è possibile praticare kite-surf, ma la trasparenza dell'acqua dipende dalle piene del fiume Sabaki, che attraversa la savana e riversa nell'oceano le sue acque.
Durante la nostra permanenza abbiamo visto il miglioramento, i primi giorni, infatti, l'acqua era rossa mentre alla fine, visto che non è piovuto, era già più pulita e trasparente. Per questo motivo, dall'Angel's bay partono quotidianamente delle navette per Watamu, dove il mare, invece è fantastico e per Malindi, per chi vuole fare shopping o vivere l'esperienza della vita
in città. Anche stavolta è stata una vacanza meravigliosa, resa così magica anche dal nostro amico Dasha, beach boy a Watamu, che nonostante la distanza si è fatto in quattro per farci vedere luoghi meravigliosi ed incontrare persone indimenticabili e ci ha trattato da amici e non da semplici turisti.
Il primo giorno a Watamu, sarà per me indimenticabile, all'appuntamento davanti al Barracuda Inn, non c'era solo il mio beach boy, ma tutti i suoi amici, venuti per salutarmi o per conoscermi di persona; con loro a piedi abbiamo attraversato Watamu, siamo andati all'agenzia dove ora lavora il nostro "figliolo nero", ci siamo fermati a chiacchierare con quelli che avevamo conosciuto l'anno prima, poi siamo andati all'isola dell'amore, spiaggia paradisiaca, dove con la bassa marea, affiorano lingue di sabbia talmente bianca che abbaglia e si può passeggiare per ore nell'acqua bassa, caldissima e piena di pesciolini variopinti. Qui, i nostri amici, in un batter d'occhio hanno organizzato per noi una bellissima grigliata di aragoste e gamberoni, accompagnati da riso al cocco e da un ottimo e succosissimo ananas, poi abbiamo atteso che la marea risalisse e con una canoa di legno di mango, ci hanno fatto vedere dal mare, la costa di sabbia bianchissima, bordata di palme.
Abbiamo fatto il safari allo Tsavo est e questa volta, viste le abbondanti piogge del mese di dicembre, abbiamo trovato una savana verdissima, tutta fiorita e con i funghi, per questo motivo, abbiamo visto meno animali rispetto allo scorso anno, perché c'erano pozze d'acqua ovunque, ma grazie all'abilità del nostro bravissimo autista Ringhi e del nostro Dasha, guida dagli occhi di falco, abbiamo potuto ammirarne comunque tanti, ma soprattutto abbiamo visto il ghepardo che puntava alcune gazzelle ignare del pericolo, le leonesse che riposavano sotto alle acacie, ma che quando hanno visto due zebre che si rincorrevano giocherellando, hanno provato a rincorrerle senza però riuscire, per fortuna, ad avere la meglio, i bufali che facevano il bagno, gli ippopotami, i facoceri ed ovviamente tanti elefanti, giraffe, zebre, babbuini e miriadi di uccelli coloratissimi.
Abbiamo dormito al Lion Hill e dall'alto della collina, mentre osservavamo un bellissimo cielo stellato abbiamo sentito i ruggiti dei leoni, proprio sotto di noi. Ma la cosa più bella della vacanza è stato il contatto con la gente locale, tornando dal safari, ci siamo fermati alla Moi High School di Taita, per riabbracciare Omar, il fratello del nostro beach boy, che dall'Italia aiutiamo negli studi, è stato un momento veramente toccante: siamo stati ricevuti dal preside della scuola che ci ha accolti come fossimo i veri genitori, ci ha mostrato i quaderni ordinatissimi e la pagella dove abbiamo potuto constatare che i risultati sono eccellenti, poi ci ha fatto vedere che siamo perfettamente in regola con i pagamenti delle rette e qui il merito va a Dasha, che appena gli inviamo i soldi, provvede ai pagamenti , poi dopo la visita dell'intero istituto ci siamo salutati e qui abbiamo pianto, perché vedere che con pochi sforzi riusciamo a garantire l'istruzione di un ragazzo volonteroso e desideroso di cambiare la propria vita ci ha riempiti di gioia. Sulla strada del ritorno abbiamo visto dove hanno girato il film "La mia Africa", un angolo di Kenya con palmeti che si estendono a perdita d'occhio, da qui provengono, infatti, i cocchi che dal Kenya, vengono esportati in tutto il mondo, ci siamo fermati nei villaggi che abbiamo incontrato sulla strada, per lasciare ai bambini , quello che avevamo portato con noi: vestiti, cancelleria ed alimenti e siamo stati ringraziati con sorrisi che non dimenticheremo mai più.
Ma il momento che resterà per sempre scolpito nel mio cuore è stato quando, il giorno prima di ripartire, Dasha, il nostro angelo custode ci è venuto a prendere per portarci a Watamu a conoscere la sua famiglia: siamo stati accolti nella loro casa, come parenti venuti da lontano, abbiamo conosciuto la nonna, la mamma che mi ha abbracciata così forte da togliermi il respiro, le sorelle e le nipotine, non ci sono stati grandi discorsi, anzi le parole dette sono state poche, ma dai loro sorrisi e dai loro sguardi intensi ho percepito tutto l'affetto e la gratitudine nei miei confronti. Dopodichè siamo andati in spiaggia, davanti al Barracuda Inn per salutare tutti i nostri amici e lì abbiamo avuto l'onore di conoscere Esther, la fidanzata del mio beach boy, il ragazzo che mi ha fatto innamorare di questa terra meravigliosa e che considero il mio terzo figlio ed il piccolo Abu, il suo cucciolo d'uomo che io e mio marito abbiamo coccolato e tenuto in braccio come se fosse il nostro primo nipotino.
Ecco, dopo questo incontro, dove mi sono emozionata nel vedere quello che credevo fosse solo un ragazzino, essere così premuroso ed affettuoso con suo figlio, ho deciso che per quanto mi sarà possibile aiuterò questo magnifico ragazzo, che ama la sua terra e che sta facendo di tutto per dare un futuro migliore al suo bambino. Non so quando ritornerò in Kenya, ma una cosa è certa ci tornerò perché ho trovato una nuova famiglia che mi vuole bene ed io farò di tutto perché possano avere quello che meritano. Un consiglio per chi va da quelle parti, uscite dai villaggi turistici, andate fra la gente, conoscerete persone meravigliose che vi terranno compagnia anche solo per la voglia di imparare qualche parola in italiano e mi raccomando non date nulla ai bambini in orario scolastico, perché altrimenti invece di andare a scuola, rincorreranno i turisti anche solo per una caramella. Un abbraccio................mamma Franca
Kenya, Watamu e Masai Mara
Di Stefano e Patrizia
Jambo!
Siamo appena tornati dal Kenya, è stata un'esperienza così meravigliosa che non è facile trovare le parole per descriverla!
Destinazione Watamu e Masai Mara.
Siamo arrivati martedì 18/09/07 e dopo la riunione di benvenuto con quelli del villaggio abbiamo subito incontrato il nostro beach boys di fiducia, Thomas M., già contattato dall�Italia, con cui avevamo progettato il safari.
Pomeriggio di relax in spiaggia, dove Thomas ci ha raggiunto e ci ha consegnato i biglietti aerei.
La mattina successiva alle 8 ci è venuto a prendere per accompagnarci all'aeroporto di Malindi e da lì partenza alla volta del Masai Mara.
Una volta atterrati abbiamo trovato ad attenderci l'autista del
lodge dove avremmo alloggiato, già durante il trasferimento abbiamo iniziato a scattare foto a più non posso, l'emozione dei primi animali è sempre la più intensa!
Lodge molto carino, immerso nella natura, pieno di scimmie, il
personale è stato gentile e disponibile, il cibo ottimo e la pulizia delle camere impeccabile.
Subito il pomeriggio abbiamo fatto il primo game drive dalle 16.00 alle 18.30, che meraviglia il ghepardo con i cuccioli, il leone circondato dalle sue leonesse, gli elefanti con i piccoli e la giraffa, elegante e buffa al tempo stesso! Il giorno successivo ci hanno portato sulle sponde del fiume Mara per assistere al crossing di gnu e zebre che attraversano il fiume per emigrare in Tanzania (con estrema gioia dei coccodrilli). E' un evento ed è l'attrazione principale di questo parco. Il pomeriggio abbiamo visto una battuta di caccia di una leonessa, l'accoppiamento con il leone, il bagnetto degli ippopotami, la veglia immobile dei coccodrilli, le passeggiate delle giraffe e le scorpacciate degli elefanti, è incredibile come si siano abituati alla presenza dell'uomo, come accettino che gli si vada tanto vicino!
L'ultimo giorno ci siamo dedicati alla ricerca dei più rari:
rinoceronte e leopardo. Abbiamo vagato nella savana per ore e ore, ma purtroppo non siamo stati così fortunati. Accidenti! Dovremmo proprio ritornare!!! 3 giorni di safari ci sembravano tanti, sembravano una faticaccia, ma tirando le somme ci siamo pentiti di non aver trascorso là l'intera settimana, perché è stata un'esperienza indimenticabile e vi assicuriamo che la fatica viene ampiamente ricompensata dalla gioia di vedere gli animali nel proprio habitat, liberi, semplicemente liberi.
Dopo pranzo ritorno a Malindi, dove Thomas ci è venuto a prendere e trasferimento a Watamu dove altre emozioni ci hanno atteso.
Ci è stato presentato un altro ragazzo, Mohamed, altrettanto dolce ed affidabile, con cui abbiamo fatto le restanti escursioni: giro a Malindi, visita all'orfanotrofio, alle fabbriche del legno, safari blu e isola dell'amore, tutto spettacolare, ma quello che ci ha toccato in maniera particolare è stato il giro in mezzo ai villaggi della gente del posto, dove i bambini ti corrono dietro urlandoti Jambo! E cantandoti la canzoncina .Jambo Jambo bwana. Avevamo preso 2 scatole di biscotti e quegli occhioni pieni di fame e di gratitudine,
quelle mani tese ci sono rimaste nel cuore.
Dei 3 giorni di mare rimasti dopo il safari, la maggior parte del tempo l'abbiamo passata così, in mezzo a loro, per renderci conto di come vivono, per ammirare la loro dignità, la loro forza e per gioire di quei sorrisi così sinceri e puri che non si chiedono perché a chi niente e a chi tutto.a parere nostro questa è la Vera Africa.
La bellezza del Kenya risiede in parte nei suoi abitanti, lasciarsi coinvolgere da loro ed entrare nello loro vite ci arricchisce in qualche modo ed è un'esperienza che merita. Ne approfitto per ringraziare quei ragazzi che ci hanno assistito come balie accontentando ogni nostra richiesta!
Le nostre valigie al ritorno erano vuote, tutto quello che abbiamo potuto lasciare, lo abbiamo dato a loro e all, orfanotrofio, è un piccolo gesto che non costa nulla, tutto ciò che per noi è superfluo per loro è indispensabile.
Ce lo dicevano tutti che ci saremmo innamorati di questo posto e che avendo la possibilità saremmo voluti tornare ma chi ci credeva? Adesso che è passata una settimana la voglia di tornare là ci assale e già sappiamo che non ne potremo fare a meno!
Spero che la nostra esperienza possa aiutare qualcuno di voi, se
per caso avete qualche domanda rimaniamo a disposizione!
Jambo Rafiky!
Stefano e Patrizia
Il cielo con un dito
Sì, mi è proprio sembrato di toccarlo, il cielo, con le dita e con il cuore. Andare in kenya è un'esperienza che ti cambia la vita, un cumulo di emozioni che non puoi spiegare a parole. Siamo partiti un po' titubanti per una serie di ovvi motivi (igiene, malaria ...) ed io, che nei gg precedenti la partenza mi ero documentata navigando in internet, mi dicevo: possibile che una vacanza ti possa dare tanto?? Tutti quelli che ci sono stati raccontano di cose straordinarie. Ora so che è possibile. Ed ora so che non si va in kenya per il mare (chi vuole solo il mare bello vada ad Ibiza, almeno il viaggio è meno stancante!!), ci si va per i colori, gli odori, la gente, la natura ... La gente, che ha poco, forse troppo poco, ma ha tanto nel cuore, ha sempre il sorriso ed un saluto per tutti I bambini, che ti guardano con quegli occhioni sereni, nonostante tutto, anche se magari vivono in un orfanotrofio e la penna che tu gli regali è per loro una bene preziosissimo .... La natura, il rosso della savana, il verde delle palme, il paesaggio che cambia d'improvviso ed è sempre più bello di prima.
Gli animali, liberi, che vedi quando decidono loro, e non quando è l'orario di apertura dello zoo. Confesso una cosa che non ho ancora detto a nessuno: dopo aver visto 4 leonesse che dormivano aggrovigliate sotto ad un cespuglio a meno di 3 metri da noi, ho pianto (dietro agli occhiali scuri). Di commozione, meraviglia, di un'emozione inspiegabile. Ed il dormire nel campo tendato in mezzo alla savana (Ndololo, merita) .. che dire, tante emozioni tranne la paura! Il cielo, che è così vicino e ti sembra di poterlo toccare (magari con un salto alla masai!!) Passando alle cose pratiche, che magari possono essere d'aiuto a chi ancora tituba, noi abbiamo soggiornato a Malindi presso lo Stephanie Sea House. Villaggio molto carino, se non cercate il lusso.
Noi ci siamo trovati molto bene ma ... occhio! siamo in Africa, quindi l'idea di pulizia è diversa dalla nostra, niente trenini e giochi aperitivo... le camere sono dignitose, il cibo buono ed il personale squisito (ovvio ...sono kenioti!). la collocazione è strategica per chi vuole vivere anche l'Africa al di fuori del villaggio: in pochi minuti di Tuctuc si è a Malindi, di fronte c'è il parco marino con la partenza per il safari blu , e con la bassa marea il mare propone davvero un bello spettacolo. Piccola postilla "pubblicitaria": per l'acquisto dei souvenir, nella spiaggia sotto lo Stephanie trovate le "boutique" di Poco Poco, fatelo contento!! Se invece volete il mare spettacolare sotto al villaggio allora è meglio Watamu ... ma per raggiungere Malindi ci vogliono 40 minuti.
Zanzare a settembre ne abbiamo viste poche, la profilassi infine non l'avevamo fatta, solo tanto Autan e vestiti lunghi per la sera, ma questa è una scelta personale... Portate vestiti, cappellini, penne ...e distribuiteli se possibile nei villaggi interni (magari al ritorno dal safari , chiedete alla vostra guida) con cose che a noi sembrano inutili farete felici tante persone. Ultima cosa, affidatevi tranquillamente ai ragazzi in spiaggia per le vostre escursioni, oppure contattate Donatella (i numeri li recuperate su questo sito), il suo fantastico masai sarà un compagno di avventure indimenticabile. In villaggio, in qualsiasi andrete, cercheranno di convincervi di non fidarvi ... non credete assolutamente a quello che vi dicono, le escursioni sono le medesime, ma risparmierete un bel po' di soldini (e soprattutto farete guadagnare qualcosa a chi davvero ne ha bisogno). Le cose da dire sarebbero tante, ma riesce difficile spiegare cosa si prova ... anche perché vengono le lacrime agli occhi ... ... Asante sana Kenya!! Lorena
Kenya: SI!!!
Io e mio marito abbiamo trascorso una settimana meravigliosa al Sea Tropical Village di Malindi dove ci siamo trovati molto bene. Le camere sono spaziose, arredate semplicemente e molto pulite. L'animazione e' discreta e curata, i giardini che circondano le camere sono paradisiaci ed essendo un villaggio di piccole dimensione c'� una grande attenzione alle richieste della clientela...insomma per dirla in altre parola ti viziano!
Mio marito e' medico e quindi prima di partire si eì informato scrupolosamente riguardo la profilassi antimalarica ed ha scelto come soluzione il MALARONE. Costa un po' ( 52 Euro a scatola ed ogni scatola contiene 12 pastiglie, si comincia due giorni prima della partenza se ne prende una al giorno durante il soggiorno e poi una al giorno per la settimana successiva al rientro) ma noi non abbiamo avuto nessun effetto collaterale! La nostra vacanza a Malindi eì stata resa speciale dalla conoscenza di Donatella e John (lei e' l' autrice di "VITA DA MASAI"), non sarebbe stata la stessa cosa senza di loro!
Abbiamo fatto uno stupendo giro in bicicletta nei villaggi intorno a Malindi, con loro siamo andati al Parco Marino, allo Tsavo per il Safari e con loro siamo riusciti ad avere contatti con la gente del posto e a visitare il Kenya un po' meno da turisti. John essendo Masai riesce, con i suoi racconti, a catapultarti in una dimensione del tutto nuova, sconosciuta che noi non dimenticheremo mai!
John ci ha fatto da guida durante il Safari che abbiamo organizzato con i Beach-boys e non con l'hotel. Ci siamo trovati bene, forse l'unico appunto sono i pulmini, un po' scomodi. Per la notte abbiamo scelto il campo tendato, emozionante ma consigliabile per una notte non di piu', soprattutto per chi come noi ama le comodita'.
Il mare a Malindi non e' nulla di speciale a causa delle maree, nonostante la spiaggia sia bianca e costeggiata dalle palme. Nelle notti stellate, con le lampare e la luna si rischia la commozione! Basta comunque prendere una barca ed andare al Parco Marino per trovare un mare ed una fauna da fare invidia alle Maldive...
Che dire poi dei Kenyoti? La poverta' non li ha resi meno generosi o meno sorridenti. La mia sensazione e' stata di liberta', in Kenya e' importante solo l'essenziale e quello che conta è come sei, non quello che hai. Nessuno guarda come sei vestito o ti giudica per il tuo aspetto, è tutto più semplice, direi più umano e per me che mi scontro quotidianamente con gli effetti della frenetica vita di Milano è stato un toccasano.
Mi rendo conto che questa mail è esclusivamente mia e tutto è molto soggettivo, ma se doveste chiedermi sinceramente se andare o no in Kenya io riesco solo a dirvi che non si può non andare e che è la prima volta che desidero tornare nello stesso posto. Forse ha ragione Donatella... sarà il Mal d'Africa!
Silvia
