
RACCONTI
Uno strano Natale
ANCORA IL MIO KENYA A MODO MIO...
Partenza da Roma 20 dicembre 2007 con volo Air Italy verso Nairobi, un paio d'ore d'attesa e via verso Mombasa con un volo interno Kenya Airways.
Viaggio tranquillo, nei tempi stabiliti arrivo a Mombasa e via in macchina verso Malindi.
Questa volta raggiungere Malindi in macchina è stata davvero una passeggiata, la strada è stata tutta asfaltata, è un buon inizio.
Un saluto veloce ad alcuni amici e poi finalmente a casa!
Ritornare al villaggio per me è un po' come ritrovare me stessa, gli unici rumori sono le voci dei bambini e i canti della chiesa.
Questa volta la doccia oltre ad essere fredda è anche una doccia romantica, a lume di candela perché la luce non c'è.
La mia fama di infermiera è cresciuta ancora a causa di due medicazioni fatte, ormai chi si taglia o si fa male in altro modo corre a casa mia, sarà che il mio betadine convince più dell'acido delle batterie delle automobili, si avete capito bene, lo usano per far uscire un animale che si insinua sotto pelle, e poi che tenerezza quando se ne vanno orgogliosi con le mie belle fasciature...
L'unico dispiacere è che ad ogni ritorno i miei vicini non sono mai gli stessi, e questo da un lato mi rattrista, dall'altro mi fa pensare a come le cose non sono eterne, per tutto c'è un inizio ed una fine e per questo bisogna gioire di quello che si ha al momento e non essere tristi poi...questo mi insegna l'Africa ogni giorno di più.
FESTA DI NATALE CON I BIMBI
Ci troviamo in poche befane muzungu a preparare i pacchi di Natale per le famiglie da noi sostenute e travolte da una certa atmosfera di festa ci arrovelliamo cercando di capire da quante tazze di riso deve essere composto un sacchetto, da quanti pacchetti di biscotti mettere in ogni pacco, quanta farina, cipolle, zucchero e latte per far quadrare bene i conti... non posso però non sforzarmi per ritornare a capire che quello è Natale. È una giornata caldissima, nello store dell'orfanotrofio non passa un alito di vento, io son tutta sudata e impolverata e mi ripeto tra me e me che è Natale.
È Natale perché oggi ci sarà un piatto per tutti?
È Natale perché fuori c'è una clinica mobile con tanti bravi medici africani per visite, farmaci e test HIV per le 400 persone del villaggio?
È Natale perché ci sono tanti bambini che scorrazzano armati di palloncini colorati?
È Natale perché una donna scheletrica sta lì in un angolo con un frugoletto di pochi giorni e sa già che non potrà offrirgli un futuro degno di questo nome, ma lei con la dignità che solo le donne africane sanno avere, sta lì senza piangere e disperarsi e timidamente mi guarda, cercando di farmi notare che ha altri due piccoletti al seguito in cerca di palloncini anche loro, che anche se passato Natale non avranno un piatto sicuro da mangiare, non stanno lì a lagnarsi ma sorridono e gli occhi gli scoppiano di gioia?
È Natale perché a fine giornata le persone che hanno usufruito del servizio medico sono state moltissime, sopra ogni nostra aspettativa e contro le reticenze culturali ancora troppo radicate?
Avevo portato con me un cappellino di babbo natale con le lucine colorate pensando di far più Natale, ma lo ho tenuto ben nascosto nel mio zainetto.
La giornata è stata bellissima, l'emozione più grande è stato vedere tanta gente e tanti bambini tutti a terra a mangiare un bel piattone di riso pilau, noi non osavamo mangiare per non togliere cibo a nessuno dei presenti e mentre attendevo e li guardavo commossa non ho potuto non pensare alle nostre tavole imbandite di tanta ricchezza e surplus, ma non ho dovuto faticare molto per ricordare particolari menù prelibati, mi è bastato pensare all'ampia scelta che noi abbiamo tra acqua gassata, naturale e ferrarelle...già...quanta fatica per le donne e i bambini africani sotto il sole cocente, con le taniche in testa per racimolare un po' d'acqua, e lì che per un bicchiere d'acqua, quando si è fortunati ad averlo, c'è anche il rischio di morire ancora di dissenteria.
Eppure è Natale! Già me lo hanno ricordato i miei cari con una bella e festosa telefonata dalla fredda Italia.
Dopo la festa i bimbi son tornati con i loro tutor e noi ci siamo presi qualche giorno di vacanza.
Ho provato a fare la turista, per la prima volta dopo tanto tempo infatti son tornata abbronzata, wow che lusso!!!!
Il solito "safari blu" che non può mancare, gran bella giornata in mare immersi in un paesaggio paradisiaco, gli atolli di Mayungu che riemergono con la bassa marea sono qualcosa di spettacolare anche agli occhi dei più scettici, poi il banchetto improvvisato con grigliata di pesce e frutta fresca è una delizia per tutti i palati.
Anche la giornata all'Isola dell'Amore di Watamu è qualcosa da provare, anche se si è poco avvezzi alle romanticherie. L'isola viene così chiamata perché la lingua di sabbia che rimane fuori dal pelo dell'acqua con l'effetto delle maree è a forma di cuore, un cuore di sabbia bianchissima. Con l'alta marea si raggiunge a bordo di barche, il classico dhow africano, con un caronte armato di un lungo bastone con cui si da la spinta per andare, un caronte di solito di una certa età e molto magro che ti vien voglia di farlo sedere e remare tu al suo posto anche con le mani; oppure i più moderni optano per barche a motore. Con la bassa marea invece si fa una bella passeggiata per raggiungere la spiaggia di Watamu o viceversa.
E il tramonto sull'oceano?!?!?...............................
Dopo il Natale tutti aspettano intrepidi la fine dell'anno ma a tormentare gli animi ci sono le elezioni presidenziali del 27 dicembre, tutto il mondo è paese, i voti si comprano anche qui... il giorno seguente tutti aspettano i risultati che invece tardano ad arrivare e quella lunga attesa dà vita ad un vociare preoccupato e pessimista, si ipotizzano brogli e caos, di lì a tre giorni è la realtà...
La maggior parte del popolo keniano sperava in un nuovo presidente, in un nuovo governo, in una nuova speranza; le statistiche incoraggiavano le loro speranze per un futuro nuovo, poi una mattina ci svegliamo e a sorpresa con la riconferma del vecchio presidente scoppia il caos più totale. La nostra zona fortunatamente è tranquilla, ma da lontano, dagli slum di Nairobi e Mombasa ci arrivano notizie terrificanti; notizie che ci arrivano perlopiù dall'Italia perché ad un certo punto la tv è stata oscurata. Complici i sette giorni di festa tra il Natale, le elezioni e il Capodanno qui cominciano a scarseggiare il carburante ed altri prodotti portati dalla capitale, le poche cose che si trovano vengono vendute a prezzi maggiorati...è l'inizio di una brutta storia, con un brutto futuro.
Dopo un paio di giorni arrivano i rifornimenti di carburante, ma i prezzi continuano a salire ed il peggio non è certo per noi che maneggiamo gli euro.
Un pacchetto di farina per la polenta (ugali), alimento fondamentale del popolo keniano che fino ad allora costava 40 ksh, ora è arrivato a 60ksh, è un rialzo enorme e chi già faticava a procurarsi il cibo, ora fa ancora più fatica, e il digiuno sarà ancora una costante per troppi...
La gente corre a far le scorte per paura del peggio...c'è un peggio?!?!
Dall'Italia continuavano ad arrivare notizie tragiche, i turisti sulla costa iniziano a scalpitare per andarsene anche se nei luoghi di villeggiatura tra Malindi e Watamu non succede nulla che possa far pensare a pericoli, al di là degli episodi di cronaca nera...ma questa è un'altra storia.
Siamo giunti ai primi di gennaio, gli aeroporti si congestionano ed è il semicaos, ci arrivano voci di aeroporti chiusi, ma nella realtà i voli arrivano e partono con regolarità; della necessità di essere scortati dalla polizia in aeroporto, io personalmente, e non ero sola, non sono stata scortata e lungo il tragitto per l'aeroporto di Mombasa non ho visto nulla di strano, neanche un poliziotto e alcun segno di vandalismo od altro. I transfert dei resort hanno organizzato convogli scortati dalla polizia credo più per maggior sicurezza che per una reale necessità, comunque io riporto la mia personale esperienza.
Ops sono arrivata al 4 gennaio baipassando la notte del 31 dicembre, bè sinceramente c'era poco da festeggiare...solo l'augurio e la speranza per un futuro migliore per questo paese che sarà messo in ginocchio dai capricci balordi dei soliti potenti!
Un pensiero speciale a Rehema e Patrik che il 21 dicembre si sono presentati a casa mia e sono stati i miei angioletti custodi per tutta la mia permanenza e un augurio che i loro sogni per diventare grandi e belle persone in grado di aiutare il loro paese possano avverarsi; e a tutti quegli occhi tristi, preoccupati, senza speranza che ho incrociato, e anche a tutti quelli che non ho visto. Non abbandoniamoli!
Manu
Il Kenya per Stefania Regonini
Navigando per ore in questo sito mi sono tornati alla mente i ricordi di tutti i viaggi fatti e ho pensato che, anche se con un tantino di ritardo, potrei anch'io partecipare e mettere a disposizione la mie piccole esperienze.
Così eccomi qui a scrivere della nostra vacanza indimenticabile in Kenya. Ancora ad oggi per noi è stato il viaggio più bello e significativo della nostra vita. Mio marito ed io siamo stati in Kenya a Malindi l'ultima settimana di settembre e la prima di ottobre del 2004, abbiamo soggiornato al Coral Key. Io ho fatto la profilassi antimalarica con Lariam e mio marito con Malarone a causa di qualche problemino fisico. Io non ho avuto nessun tipo di problema e sono sempre stata benissimo, di conseguenza per stare un po' più tranquilla la rifarei senza dubbi. Siamo partiti dalla Malpensa in perfetto orario, il viaggio è stato abbastanza lungo ma tra un pisolino, uno stuzzichino e un film è passato tutto tranquillamente. Unica nota "dolente" dobbiamo fare scalo a Zanzibar ma non c'era nessuno alla torre di controllo così il capitano ci avvisa: "Siamo arrivati in Africa e qui scorre tutto a rilento, dobbiamo aspettare che qualcuno finisca il riposino e ci dia l'ok per atterrare, portate pazienza!"!!!! Una volta scesi dall'aereo siamo stati investiti da una pioggerella fine e parecchia afa, non ce l'aspettavamo, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto "Cominciamo bene!" Naturalmente non abbiamo avuto problemi a trovare il nostro Tour Operator, ci hanno trasferito sull'autobus subito e noi, ingenuamente abbiamo dato 5€ di mancia al facchino che ci ha portato i bagagli e lui ci ha ringraziato 1000 volte con sorrisi e !! Solo dopo 1 giorno abbiamo scoperto che era una mancia pari a circa un mese intero di lavoro e siamo stati felici di aiutare qualcuno involontariamente!!! Il villaggio merita per noi 1000 elogi: pulito, abbastanza recente, molto ben organizzato, riassetto delle camere 2 volte al giorno, doccia in camera enorme, ristorante ottimo con cuoco italiano, varietà ben assortite di tutto quanto, all inclusive completo, piscine in ogni angolo, ombrelloni e sdraio in ottimo stato, bar in spiaggia un po' spoglio a livello di arredo ma sempre ben fornito, ottimo!!! Siamo anche stati fortunati perché eravamo veramente pochissimi e ci organizzavamo le serate, le giornate tra noi e tutti erano a nostra disposizione. Abbiamo passato i primi tre giorni in totale relax, non siamo nemmeno andati ad ascoltare il briefing del tour operator per le escursioni. Abbiamo pensato solo a riposarci al sole, tra le pagine di un buon libro e in riva al mare. In questi momenti tranquilli abbiamo anche conosciuto e fatto amicizia con due sposini freschi freschi con cui abbiamo legato moltissimo, che ci hanno accompagnato in questa "avventura", con i quali siamo ancora molto legati, che ci sopportano tutt'ora e che dobbiamo ringraziare per averci dato una buona parte del loro tempo: Paola e Alessandro. Poco dopo abbiamo avuto l'idea di fare il bagno in mare, colore meraviglioso anche se c'era ancora la presenza di qualche alga, pensando che se fossimo arrivati di corsa in mare nessuno ci avrebbe fermato per venderci articoli vari. Mai pensiero fu più sbagliato!!!! Infatti ci seguirono anche in mare!!! E qui conoscemmo il nostro inseparabile e preparatissimo Beach Boy: Catanzaro. Con lui il giorno dopo andammo presso l'agenzia per cui lavorava insieme a lui e organizzammo alcune escursioni: sardegna2, fabbrica del legno, giro di Malindi, Safari in campo tendato di 2 giorni, visita di un villaggio Masai, le rovine di Gede. Tutto veramente a buon prezzo, meno della metà rispetto all'hotel!!! Catanzaro ci chiese anche un favore: far sviluppare a lui le foto delle escursioni così da potergliene lasciare alcune copie per aggiornare il suo book, naturalmente non avemmo dubbi e lo accontentammo senza problemi.
Prima escursione Malindi + fabbrica del legno: ci sono venuti a prendere davanti all'hotel il mattino verso le 9:30 con un pulmino e siamo rientrati a ora di pranzo, abbiamo visto bambini, scuole, cucine di quartiere, supermarket, una chiesa nella quale cantavano gospel meravigliosi, la banca, il mercato. Un bel episodio, che mi ha colpita è stato che passando tra tutte queste vie ho sentito il profumo delle pannocchie arrostite, non ho fatto in tempo a dirlo a mio marito che Catanzaro me ne aveva già preso un pezzo!!!
Sardegna2: questa volta Catanzaro non poteva essere con noi, ma c'era un suo collega, anche lui cordialissimo ed onesto. Unica nota stonata: abbiamo avuto un'avventura un po' turbolenta in mare aperto!!!
Partiti in una ventina su una barca a motore in direzione della famosa spiaggia che nasce e muore a seconda della marea, ci fermiamo poi nel mezzo del mare per fare un po' di snorkeling, veramente indimenticabile anche se non paragonabile a al Mar rosso.
All'improvviso vediamo scurirsi il cielo, formasi delle nuvole grige e iniziare a piovere. In pochi minuti il mare inizia a muoversi parecchio, e il panico prende inevitabilmente piede tra coloro che non sanno nuotare perfettamente, o meglio, tra coloro che sono un po' troppo apprensivi. Ma la nostra guida dice di non preoccuparsi e che tutto finirà in pochi istanti. Ma poi qualche ragazza inizia a piangere presa dal panico, e i rispettivi mariti vogliono imporre di tornare indietro, ma prima che la cosa degenerasse tutto finì e arrivammo tranquilli alla spiaggia tanto elogiata. E che spiaggia!!! Una meraviglia da cartolina!!! Dopo essere riusciti a "liberarci" di tutti i vari venditori di souvenir, ci siamo spaparanzati al sole, bagno di rito e poi tutti ancora sulla barca per un pranzo luculliano: risotto con polpi e patate, aragosta, branzino di mare, ananas, frutto della passione e banane, acqua, coca e birra! Tutto eccezionale, poco dopo si riparte per rientrare e finisce così una giornata di mare e divertimento inatteso!! Il safari è stato il piatto forte di tutto il viaggio e anche la cosa più attesa, ciò che lascia sono sentimenti ed emozioni fortissime. Abbiamo condiviso il mezzo e la nostra guida con Valeria e Andrea, molto simpatici e con i quali siamo stati benissimo, proprio loro ci hanno invitato a fare una bella escursione tra le mangrovie dicendoci che hanno conosciuto una ragazza italiana che vive in Kenya: Donatella! Noi accettiamo molto volentieri anche perché siamo assetati di escursioni e ci piace sempre vedere il più possibile del posto che visitiamo. Ma andiamo con ordine e torniamo al safari: abbiamo deciso di pernottare in un campo tendato per riuscire a vivere il più possibile la natura incontaminata e la scelta è stata felicissima. Al nostro arrivo per il pranzo, ci hanno consegnato la nostra tenda super accessoriata di tutte le comodità per noi europei, andiamo a posare solo lo zaino e troviamo ad aspettarci a un paio di metri di distanza tre bellissime antilopi d'acqua e poi arrivano scimmiette, galline selvatiche e babbuini. Durante il safari fotografico abbiamo visto quasi tutto: zebre, scimmie, coccodrilli, branchi immensi di elefanti, giraffe, leopardi, bufali, aquile, dic-dic, termitai enormi, antilopi di specie diverse, uccelli variopinti, ma alla fine abbiamo trovato anche il re: Simba!!!! Durante il rientro abbiamo incontrato un maschio enorme di elefante che ha pensato bene di caricarci visto che gli eravamo un po' troppo vicino, un attimo di paura che ci ha fatto schizzare alle stelle l'adrenalina ma che ha lasciato un ricordo eccezionale. Prima di rientrare a Malindi ci siamo fermati anche al villaggio Masai che però credo non fosse molto originale, anche se abbiamo assisito ad un evento importante: il parto di una mucca!! Per loro è molto importante in quanto rappresenta ricchezza per l'intera tribù. Poi ci hanno fatto accendere il fuoco, abbiamo ballato con loro e poi qualche souvenir non poteva mancare. Dopo due giorni andammo alle rovine di Gede ma prima ci fermammo al mercato per acquistare banane!!! Perché? Perché all'ingresso delle rovine ci sono delle scimmie che non ti lasciano stare se prima non le sfami un po'!!!! Sono le rovine di un villaggio di proprietà di un sultano, abbandonato un epoca successiva per mancanza di acqua. Abbiamo fatto il giro con una guida che ci ha raccontato un sacco di aneddoti curiosi. Per finire la giornata in bellezza abbiamo chiesto a Catanzaro di accompagnarci dove potevamo lasciare tutto il materiale di cartoleria che avevamo portato e molto gentilmente ci ha accompagnati sempre col pulmino in un paese distante dalla costa, dove fanno più fatica a ricevere e a trovare questo genere di cose. Per questa deviazione di percorso non ha nemmeno voluto una mancia perché, a suo dire, abbiamo aiutato chi ne aveva davvero bisogno. E il vedere la soddisfazione dei bambini e delle mamme cui consegnavamo le cose è stata una lezione di vita forte e importante per capire come siamo viziati, comodi e troppo presi dal nostro benessere e dai nostri capricci per preoccuparci quotidianamente di chi ne avrebbe molto bisogno. In mezzo a tutte queste escursioni siamo arrivati anche a quella effettuata con Donatella: Mida Creek! E' stata una cosa superba: oltre a Dona e John abbiamo conosciuto la nostra guida che si chiamava Simba e il nostro rematore della canoa: Davide.
Siamo arrivati ai ponti di Indiana Jones, abbiamo attraversato spiagge dove potevamo camminare solo perché c'era bassa marea e abbiamo visto diversi pesci "incastrati" in qualche sacca d'acqua, abbiamo passeggiato tra le mangrovie, siamo arrivati ad un piccolissimo villaggio dove ci hanno offerto del cocco appena colto, proprio sotto i nostri occhi e poi siamo arrivati alla spiaggia per il pranzo. Che si può dire.......il pranzo è stato eccezionale. Per fortuna la pesca era andata bene quindi avevamo branzini di mare e barracuda da grigliare, poi frutta e non vedavamo però l'ombra delle bibite, ma niente paura i ragazzi ce le hanno tirate fuori dalla sabbia!!! Eh, sì!! Perché così si mantenevano fresche!!! Anche il rientro in canoa è stato suggestivo in quanto abbiamo attraversato dei posti meravigliosamente immersi nella natura. Ma eccoci arrivati alla fine della vacanza e tristemente salutiamo chi ci ha accompagnato in questo full immersion di emozioni, colori, paesaggi, animali e persone meravigliose.
Grazie Kenya!!!
